Network Marketing secondo l’università di Facoltà di economia




Network Marketing secondo l’università di Facoltà di economia

Nel 1971 l’economia americana e mondiale è uscita dal sistema aureo e ciò ha dato il via libera perché iniziassimo a stampare sempre più denaro,tanto quanto ne volevamo,senza che fosse legato ad alcun valore reale, effettivo e solido.
Questo allontanamento dalla realtà ha aperto le porte al più grande boom economico della storia. Nei trentacinque anni successivi, il ceto medio è esploso. Mentre il dollaro era svalutato e il valore degli immobili e di altri attivi si sgonfiava nei libri contabili, persone comuni sono divenute milionarie. Improvvisamente il credito era a disposizione di chiunque, in qualunque momento,ovunque, e le carte di credito si sono diffuse dappertutto.

Per rimborsare tali carte di credito, le persone hanno cominciato a usare le case come Bancomat, rifinanziando e prendendo in prestito, prendendo in prestito e rifinanziando. E’ stata pompata tanta aria calda in questa “mongolfiera finanziaria” che c’è stato un crollo finanziario globale: non sono crollate solo Lehman Brothers e Bear Stearns.

Le persone hanno perso le pensioni e i posti di lavoro.
Ma andiamo ad analizzare l’Italia: secondo l’ISTAT tra il 1993 e il 2011 le retribuzioni contrattuali, in termini reali, sono rimaste ferme. Non e’ andata meglio per le retribuzioni di fatto, ovvero le buste paga, salite solo di quattro decimi di punto l’anno (senza contare l’aumento del costo della vita). 

Visto anche l’andamento degli stipendi, non stupisce come il reddito reale disponibile delle famiglie sia diminuito nel 2011 per il quarto anno consecutivo, tornando ai valori di dieci anni fa. Negli ultimi dieci anni, tra il 2000 e il 2011, con una crescita media annua pari allo 0,4%, l’Italia risulta ultima tra i ventisette stati membri dell’U.E.

Le famiglie hanno dovuto intaccare i loro ‘tesoretti’ soprattutto per fare fronte a spese obbligate e necessarie. Ora però le riserve si stanno esaurendo e gli italiani si ritrovano costretti a ridurre i consumi.
Che cosa porta la riduzione dei consumi? 

Meno entrate per le aziende, ed ecco che nel primo trimestre del 2012 sono fallite 3000 imprese(33 imprese al giorno),lo affermano i dati Cerved.

A che cosa porta la riduzione del numero di aziende? All’aumento della disoccupazione.

La disoccupazione è al 10,9%, ai massimi dal ’99. In un anno sono andati persi oltre 620.000 posti di lavoro. Il 35,2% dei giovani è senza impiego. Non ci sono mai stati così tanti disoccupati in Italia. Lo rileva l’Istat.
Ai dati ufficiali sulla disoccupazione italiana, al 10,9% vanno aggiunti i numerosi cassa integrati che non vengono calcolati come disoccupati, come avviene nel resto d’Europa.

Cosa porta più disoccupazione?Più povertà. Le cifre parlano di 8,3 milioni di italiani in condizioni di povertà (dati 2010), pari al 13,8% della popolazione italiana.
E le pensioni? L’età media pensionabile è di 63,5 anni , dopo circa 35 anni di contributi. Ma questi sono dati in crescita o in calo? Secondo la Banca d’Italia le pensioni future potrebbero essere insufficienti a “mantenere un tenore di vita adeguato”. I dati di Bankitalia sono dunque preoccupanti: il 47,3 % dei lavoratori andrà in pensione con meno del 60 % dello stipendio ed il 15 % di questi ultimi appartiene alla fascia più povera della popolazione.
Fino ad oggi ci è stato inculcato dalla società di andare a scuola,studiare molto,prendere buoni voti in modo da procurarci un lavoro sicuro e altamente remunerativo con le indennità. Ma questo è un modo di pensare dell’era industriale.

I dati parlano chiaro: il posto di lavoro non si prenderà cura di noi, lo Stato non si prenderà cura di noi. E’ un nuovo secolo e le regole sono cambiate. Oggi la sicurezza del posto di lavoro ,l’idea di un impiego per tutta la vita con un’unica società, la sicurezza del pensionamento,è anacronistica ed è un modo di pensare dell’era industriale. Ora siamo nell’era informatica, e dobbiamo usare un modo di pensare dell’era informatica.
La presente articolo intende sostenere come il network marketing può essere una soluzione alla crisi, ossia “il lavoro del futuro”. Il network marketing è una possibilità innovativa per coloro che manifestano l’intenzione di avviare un’attività in proprio,principale o secondaria.

Offre la stessa libertà d’azione di un’attività imprenditoriale, eliminando però molte problematiche ad essa connesse. Mettersi in proprio non è semplice:occorre conoscere bene il mercato, individuare le migliori possibilità di distribuzione,disporre di mezzi finanziari e possedere un ottimo know-how aziendale.
Nel network questi oneri non pesano sul singolo incaricato,poiché a monte esiste un’azienda in grado di consegnare nelle loro mani un “pacchetto” di strutture produttive ed infrastrutture logistiche perfettamente funzionante.   




  Articoli correlati

Aggiungi un commento


Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.