Categoria: Crescita Personale

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La chiave per la felicità: è la tua mente….

La mente svolge due funzioni fondamentali. È una sorta di caveau in cui immagazzinare informazioni ed esperienze passate ed è anche un trasmettitore di saggezza e buonsenso.

La parte del cervello che funge da caveau, o “computer”, viene usata per analizzare, confrontare, mettere in relazione fatti e fare calcoli.Il valore di questa componente è chiaro: senza di essa non sopravvivremmo.

L’altra parte del cervello, il “subconscio” a cui ognuno di noi ha accesso, gestisce le questioni di cuore, per le quali le informazioni del computer non bastano. È la funzione del subconscio, non

del computer, la fonte dell’appagamento,della gioia e della saggezza.

Parte del processo che permette l’accesso a questa funzione consiste nel riconoscere quanto sia necessaria e pratica. Sarebbe del tutto inappropriato ricorrere a un computer per salvare un matrimonio, per risolvere un problema di lavoro o per decidere come affrontare l’argomento della droga con il figlio adolescente o insegnare la disciplina a un bambino.

La maggior parte delle persone non ricorrerebbe a un computer per questi problemi personali legati alla sfera affettiva. I problemi di questo tipo richiedono gentilezza e saggezza.

Finché non capiamo il valore del nostro “subconscio” (il funzionamento psicologico sano), l’unica alternativa che abbiamo è fare ricorso al “subconscio” per gestire le questioni personali. Le risposte nuove alle difficoltà non vengono da quello che già sappiamo e che è immagazzinato nel “nella parte conscia della nostra mente”.

Vengono da atteggiamenti nuovi,dal vedere la vita in modo diverso, dalla parte sconosciuta e più tranquilla di noi stessi.
Illustro meglio questo punto tramite la storia ben nota di Paola che ha perso le chiavi. Paola pensa e ripensa (con la parte conscia della sua mente”) a dove potrebbero essere, ma invano.
Semplicemente non riesce a ricordarselo. Poi, proprio quando smette di pensare e guarda fuori dalla finestra, di colpo la risposta le balena in testa e si ricorda esattamente dove le ha lasciate.

La risposta è arrivata nel momento in cui quella persona ha liberato la mente, non mentre si ostinava a pensare, cosa che non avrebbe permesso alla soluzione di venire a galla. Tutti noi abbiamo vissuto esperienze simili, ma pochi hanno imparato la preziosa lezione del “non sapere” al fine di sapere.

Al contrario,continuiamo a pensare che la risposta arriverà torturando il nostro cervello, usando il nostra parte conscia della tua Mente o “computer”.
È possibile imparare ad accedere al funzionamento psicologico sano e a fare affidamento su di esso, sulla parte serena del cervello che è la fonte di sentimenti positivi intrinseci, sulla parte saggia che conosce le risposte. E che quando non le conosce,sa di non conoscerle.

È possibile imparare la differenza tra il pensiero ponderato e il pensiero creativo e capire quando è il caso di affidarci al computer e quando è più appropriato fare un passo indietro e calmarsi.
Questo mira ad aiutarti a sperimentare più spesso uno stato mentale di tranquillità (appagamento) nel corso della vita. Quando impari a vivere in uno stato mentale di pace, scopri che in realtà la felicità e l’appagamento sono indipendenti dalle circostanze.

Ciò non significa che le cose non debbano andare “bene” (chiaramente, se così fosse sarebbe il massimo),ma non per forza devono andare bene prima di sentirci felici.

Non sempre abbiamo potere sulle altre persone e/o sugli avvenimenti, ma disponiamo sempre dell’immenso potere di sentirci felici e appagati della nostra vita. Un bell’effetto collaterale dell’essere felice “per nessun motivo” è che i dettagli più fastidiosi cominciano a risolversi da soli.

Quando non ci focalizziamo sulle preoccupazioni che ci turbano, riusciamo a pensare meglio, in modo più chiaro e intelligente.
In ogni momento la nostra mente può operare per noi o contro di noi. Possiamo imparare ad accettare le leggi psicologiche naturali, a lasciarci governare da esse e a comprendere come seguire il corso della vita piuttosto che combatterlo. Possiamo tornare al nostro stato naturale di appagamento.

I cinque principi che seguiranno nei prossimi articoli ti insegneranno a vivere per la maggior parte del tempo in uno stato caratterizzato da sentimenti positivi.Usali come strumenti di navigazione per avanzare nella vita in direzione della felicità.

volonta

Volontà è come un muscolo del corpo, la volontà deve essere esercitata, per mantenersi in forma. Se fai questi esercizi di rafforzamento,ti costerà molto meno prendere decisioni e impegnarti nei tuoi propositi vitali. Vuoi provare?

Il cassetto della volontà

Pensa intensamente a ciò che vuoi.Chiediti :”lo desidero veramente? Lo voglio per me e per il mio bene?”. Se la risposta è positiva, scrivi su un foglio il tuo desiderio e nascondilo in un cassetto: sarà lo scrigno della tua volontà.

Ogni volta che ti imbatti in un ostacolo, rileggi il tuo desiderio ad alta voce.

Di volta in volta, aprì il cassetto e osserva il foglio come se stessi guardando una parte importante di te: la voce della tua volontà, l’eco del tuo cuore.

Se l’intenzione che avevi, ha smesso di interessarti, esprimine uno nuovo,scrivilo su un altro foglio e brucia quello vecchio. Guardandolo attentamente mentre si brucia; questo gesto ti darà un profondo senso di liberazione.

Impara a rinunciare

Rifletti sulle tue abitudini quotidiane: i tre o quattro caffè che bevi, il pacchetto di sigarette che fumi,La televisione sempre accesa….

Puoi allenare la tua volontà rinunciando, giorno per giorno, a una di queste abitudini. In questo modo spezzerai il circolo vizioso delle abitudini, la tua volontà sarà rafforzata e più avanti riuscirai a ottenere qualcosa di ancor più importante.

Affrettati… lentamente

Impara a osservare con attenzione quello che finora hai fatto frettolosamente. Per esempio, svegliarsi ogni mattina a un orario specifico, fare la doccia, vestirsi, fare colazione…. Ora prova a fare tutte queste operazioni in modo diverso, con coscienza e precisione, con un buon ritmo, ma senza alcuna pressione, come se gli stessi osservando all’esterno.

Il risultato sarà una maggiore efficienza e la scoperta di nuovi piaceri, che fino ad allora non sapevi nemmeno che esistessero.

Non lasciare le cose a metà

Non abbandonare un progetto che non hai ancora portato a termine, se conta veramente: realizza ciò in cui hai investito tante energie.Anche se i risultati si stanno facendo aspettare, confida sulla tua volontà: può esserci bisogno di più tempo di quanto avevi previsto, per realizzarlo; forse ci sono da fare dei piccoli ritocchi rispetto a come lo vedi precedentemente immaginato.

Ma, alla fine, l’obiettivo sarà raggiunto.

 


Forza spontanea

l’eccessivo utilizzo del cervello o la forza degli istinti sono calamite biochimiche molto forti, in grado di rapire e appesantire la nostra volontà. Quando l’io è molto condizionato, si concentra su una piccola parte della coscienza, quella attenta solo alla vita quotidiana, e non riesce a viaggiare liberamente e farci compiere scelte autonome e differenti.

Erodoto, il grande storico dell’antichità, ha scritto che in molte culture del passato gli uomini affrontavano le grandi decisioni in stato di ebbrezza: essi pensavano che la mente traeva in inganno e che, quindi, conveniva offuscarla per farsi che emergesse la vera volontà.

Ma noi siamo figli della razionalità e della mentalità giudaico – cristiana, quindi, crediamo che una decisione debba essere molto ponderata e sempre accompagnata da un grande spirito di sacrificio e molta tenacia….. Però è vero anche che, in molte occasioni, affrontiamo decisioni difficili senza pensarci molto, e con grande naturalezza e serenità.

Questo accade quando, internamente, sappiamo ciò che vogliamo veramente, e che ciò che più ci conviene.

Zavorre che soffocano la volontà

“ Non posso… Non sono capace… Ho avuto fortuna…” quando non riusciamo a realizzare la nostra volontà, spesso non ne comprendiamo le ragioni perché, forse, abbiamo scelto la strada sbagliata.

Come i castelli, la nostra mente ha dei passaggi segreti che conducono verso sotterranei senza uscita, ossia: certi pensieri, certi istinti o indifferenza che imprigionano la nostra volontà fino ad annullarla.

Questi sono alcuni dei” passaggi segreti”:

Razionalizzazione: l’impegno a tutti i costi, il sentimento di” ciò che deve essere”. La volontà tende o ostinatamente verso obiettivi e modelli che in realtà non ci appartengono.

Gli istinti: le passioni e gli istinti primitivi sono la forza cieca che travolge la conoscenza e non ci lascia mai riconoscere eventuali errori.

Indifferenza: ci sono persone che non sanno cosa vogliono o non hanno desideri. Sono stanche, vivono nell’ampatia e non trovando alcun modo per lottare.

 

volonta

Volontà è un’energia interiore che emanano sia il cuore e la testa, per proseguire gli obiettivi che ci interessano; non esistono ostacoli, se il desiderio e reale.

I nostri desideri più profondi non risiedono nella nostra mente razionale ma nel nostro cuore; per questo motivo,dobbiamo ascoltarlo.

In genere,la volontà e la capacità di una persona di scegliere eseguire o una determinata azione, dipende dalla volontà e dall’intenzione.Ovviamente, le azioni volontarie avvengono dopo un processo consapevole, che si manifesta in libertà.

 

Alcuni ricercatori hanno tentato studiare più a fondo, cercando di trovare il luogo del cervello in cui avrebbe potuto risiedere la volontà. Secondo alcuni neurologi, non c’è nessun meccanismo che si porta a ottenere ciò che vogliamo e affare le scelte giuste.

 

Quando si desidera qualcosa, e lo si realizza, significa che viviamo in perfetta sintonia con ciò che ci circonda. La volontà, quindi, si adegua a ciò che di più adatto esiste nella natura di ciascuno.

Da Platone a Jang

 

Il termine volontà deriva dal greco boùlomai ( voglio per me).

Secondo Platone, la volontà equilibra gli istinti( che trascinano l’uomo verso la propria natura animale) e la ragione( ciò che allontana loro dagli animali):

Per Pascal,è una forza non addomesticabile della ragione:” ci sono ragioni del cuore che la ragione non comprende”.

 

Per Freud, la volontà non esiste: sono gli istinti e l’istruzione determinano il comportamento.

E, secondo Jung, la volontà è energia che portiamo alla conoscenza, acquisendo la capacità di gestire le azioni verso gli obiettivi che più convengono alla nostra natura.

 

Forza di volontà

In ciascuno di noi vi è una volontà di realizzare che ci spinge a diventare ciò che siamo. Questa” forza di volontà” che opera senza difficoltà e la vera volontà. Quando la si usa nel momento e nel luogo opportuno, le situazioni si risolvono quasi per magia, rapidamente e correttamente.

Più il nostro stato di coscienza è libero, più potente e la forza. Ma come identificarla?

 

  • Non obbedisce a costumi: è molto creativa, spontanea e da soluzioni sorprendenti. 
  • Non è conservatrice né prudente:segue percorsi insoliti,che portano a nuovi sviluppi. 
  • Provoca coincidenze significative: è casuale soltanto in apparenza. 

Ci fa sentire leggeri: energici, come in uno stato di grazia.Produce piccoli” miracoli” fisici: come, ad esempio, smettere di fumare improvvisamente. La volontà ha la funzione di restituire l’armonia giobale, che ci rimette in equilibrio e ci libera dalle cattive
abitudini.


Ciò che non è volontà

 

Anche se la volontà è una decisione che proviene dal cuore e si consolida attraverso la testa, è abbastanza comune confonderla con altri atteggiamenti come, ad esempio, la caparbietà, la determinazione e il sacrificio, anche se sono cose radicalmente differenti.

 

  • Nella determinazione, prevale lo scopo, e si perde di vista tutto il resto; si verifica, ad esempio, quando diciamo:” tolto il dente, tolto il dolore”. 
  • La caparbietà implica una subordinazione alle convinzioni.


Parole proibite

 

Dobbiamo rimuovere dal nostro linguaggio espressioni che alterino in modo negativo e il nostro modo di pensare è la nostra volontà

 

Frasi negative espressioni come” non riesco”,” non credo di essere capace”,” meglio lasciar perdere” indeboliscono e minano la nostra volontà, rendendola meno efficace e affidabile.

Idee radicali – pensieri come” a qualunque costo”,” chi ci crede, ottiene tutto”,” devo farlo, cascasse il mondo”, imprigionano la nostra volontà tra quattro mura. Invece di dare ordini alla volontà, bisogna saperla ascoltare.

Premesse complicate – certe formulazioni complesse e indirette di un proposito, fanno sì che la volontà si perda in direzioni sbagliate. Chiediti ciò che ti interessa in modo chiaro, diretto e conciso. Per esempio:” voglio continuare il mio matrimonio in questo modo?

Condizioniquando nasce un forte desiderio, una volontà dal profondo del nostro cuore, esso deve essere portato a termine. Se si può, fatelo in quel momento, evitando espressioni del tipo” lo farei se…”,” vorrei, ma….”.

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autostima,motivazione

Autostima e Motivazione bisogni psicologici di base

 

Quando le necessità fisiche non vengono ascoltate, è più difficile concentrarsi sui bisogni psicologici ma entrambe sono necessarie per il nostro benessere.

Motivazione Essere liberi e autonomi E la conoscenza di ciò che facciamo, lo abbiamo scelto liberamente e senza che nessuno ci spingesse a farlo. E la grande sfida della nostra vita, non è facile, ma possiamo riuscirci.

Motivazione Credere in noi stessi In sostanza, implica la certezza che noi siamo fedeli a noi stessi e facciamo ciò che crediamo veramente. Autostima e fiducia sono i due grandi motori che muovono il mondo.

Autostima Avere relazioni soddisfacenti Non possiamo intrappolarci in una botte e isolarci dal mondo che ci circonda per non farci sfiorare o colpire da niente e nessuno. Gli esseri umani, sono esseri sociali e hanno bisogno di stabilire legami affettivi.

Motivazione sentirsi capaci in qualcosa non è necessario considerarsi un uomo o una donna da 10 e lode. È sufficiente che ci sentiamo capaci in qualcosa. È essenziale conoscere e apprezzare i nostri risultati e le nostre capacità.

Autostima – rafforza le tue risorse personali

Hai tutto ciò di cui hai bisogno per il tuo sviluppo come persona devi solo esserne consapevole e coltivarle in armonia. Le tue risorse personali ti aiuteranno a sviluppare abitudini positive e a superare quelle negative.

  • Autostima – pazienza

Con te stessa e con gli altri, quando le cose non danno risultati immediati per esempio la pratica tai-chi ho lo yoga possono aiutarti a staccare,attendere e sviluppare una maggiore consapevolezza dei tuoi movimenti e delle tue azioni.

  •  Autostima – flessibilità 

Di fronte alle difficoltà, che aiuta a non battere la testa contro il muro, evitare gli ostacoli e andare avanti per esempio: trova percorsi diversi per andare al lavoro; se ti perdi, chiedi a qualcuno sii umile….

  • Perseveranza 

E’ importante non perdere di vista il risultato che si vuole ottenere e riconoscere ogni passo che fai per esempio: scegli un semplice lavoretto, come ordinare un armadio vai avanti senza interruzioni.

  • Motivazione e Inventiva 

Se sei capace a portare nuove idee, saprai anche cercare delle alternative alle tue cattive abitudini. Per esempio: prova a immaginare che cosa potrebbe accadere in una situazione reale o in un film,guarda oltre. Con la pratica potrai andarci molto vicino.

  •  Tolleranza 

Accettare le cose e le persone che non ti piacciono al 100%, ti aiuterà a perseverare in altre situazioni. Per esempio: pensa a una persona che ti infastidisce particolarmente scrivi tre spiegazioni per cui pensi che si comporti così. Assicurati di essere obiettivo nei tuoi commenti.

  • Autostima – Amore 

Verso se stessa e verso gli altri; se ti ami e ti rispetti, otterrai gli obiettivi chi hai scelto per te per esempio:scrivi, in terza persona, le cose che hai realizzato nella tua vita, ciò che fai bene, i lati del tuo carattere che ammiri di più e un elenco di tutte le qualità positive che poi vedere in quel momento.

  • Motivazione 

Se sei interessato in ciò che fai, si sveglierà la fantasia e si accenderà l’entusiasmo, Prova ad affrontare qualcosa che non ti piace fare: dividila in varie fasi e alla fine di ogni fase, premiati con un po’ di riposo o svagandoti per esempio: quando hai finito di mettere a posto i tuoi libri,scrivi una e-mail a un’amica/o.

  • Buon umore

Le situazioni difficili sono più sopportabili se sei capace di ridere, anche di te stessa. Per esempio: sorridi quando sei in una situazione limite; la respirazione rilassata, la calma e le idee brillanti arriveranno di conseguenza.

  • Coerenza

Se decidi di affrontare un problema, non lasciarti convincere che non ne vale la pena o che è meglio lasciare le cose come stanno. Sii coerente per esempio: se decidi di limitare il tuo tempo Facebook ad un’ora al giorno, rispetta rigorosamente questa decisione.

  • Motivazione – iniziativa

Le cose non si fanno da sole. Tutti i pensieri positivi del mondo non servono se non fare il primo passo. Per esempio se sei quel tipo di persona a cui non piace assolutamente passare all’azione, pensa a qualcuno che ammiri per la sua energia e dinamismo e chiediti che cosa avrebbe fatto lui o lei in questa situazione, se non agire.

  • Sincerità

Pensa se ci sono aspetti della tua personalità che preferisci ignorare o ricordi della tua vita che preferisci non affrontare per esempio: se fossi un’altra persona, cosa diresti? Verresti conto del tuo parere ? Non scappare da te stesso.

Fallimento ecco come reagire :Oggi scopriremo insieme il giusto atteggiamento mentale, per reagire ad un fallimento, nella vita e negli affari.

Appena 2 anni fa, decisi di entrare nell’industria del Network Marketing.
L’entusiasmo, gli stimoli e la passione trainante di rendermi protagonista assoluto della mia vita, mi elettrizzava. Trascorsa la prima settimana e le prime sponsorizzazioni effettuate, i risultati cominciarono a latitare.

Tutto quello che avevo studiato e appreso, i sogni di gloria tanto decantati di questo nuovo Network Marketing , cominciavano a vacillare come un castello di carta.

Lo spettro dell’insuccesso cominciava ad aleggiare come un fantasma, che arriva nei miei peggiori incubi. Ma come?? Ho studiato dai migliori del settore, mi sono applicato, ho adottato le migliori strategie (pensavo!!).

E allora, perche non riesco a sponsorizzare?? I primi giorni mi assalì un’insolito malumore, una svogliatezza inusuale per il mio carattere impetuoso. E adesso!!!!, sarà mica tutta una fregatura?? E i miei sogni di gloria?? E la mia voglia di intraprendere una professione appassionante e divertente?

Mi sono arreso e ho mollato tutto?? Col cavolo!!

Sono testardo, pignolo e meticoloso, fino allo stremo delle forze. Solo una volontà indomita porta a risultati straordinari. Questa frase letta in uno dei  tanti libri, mi rimbombava in testa, giorno e notte.

Cosa ho fatto per sbancare il botteghino e trasformare un insuccesso in un successo imbarazzante??

Il fallimento è l’opportunità di ricominciare in modo più intelligente.Harry Ford

Questa frase è stata il propulsore per la mia trasformazione. Te la decriverò in 3 passi:

1) Ogni fallimento è un insegnamento.
2) Solo chi striscia non cade.

Spieghiamole una alla volta.

 

1) Ogni fallimento è un insegnamento.

Quando non raggiungi il risultato sperato (come capita ed è capitato anche a me), non scacciare via la sensazione del fallimento. Accettala. E’ accaduto.

Non fare finta che non sia avvenuto. Somatizza le sensazioni negative, analizza i motivi che ti hanno portato a quel risultato ed estrapola un insegnamento, perchè ciò non accada più. E’ più facile di quanto tu creda.

Se deciderai di ammettere di aver fallito, riuscirai anche a comprendere i motivi che ti hanno portato a quel risultato. Ne uscirai più maturo e preparato. Io ho fatto proprio questo.

Mi sono seduto e mi sono chiesto: Cosa e dove ho sbagliato? Ero convinto che la mia opera fosse di grande valore, e allora perchè avevo fatto un mezzo flop?? Capendo i miei errori ho potuto correggere il tiro e smussare gli angoli dove necessario.

2) Solo chi striscia non cade. Capisci il senso??

Solo i serpenti non riescono a cadere, tutti gli altri esseri, anche i più grandi giganti cadono. Quindi smettila di batterti il petto. Accetta il tuo errore come un dono. Le più grandi invenzioni della storia sono arrivate dopo innumerevoli tentativi e fallimenti.

Pensa se Thomas Edison si fosse arreso al primo errore. Saremmo tutti al buio.::)) Invece la sua volontà indomita gli permise di fare ben 193 brevetti e di rientrare fra i 100 uomini più importanti degli ultimi 1000 anni. E nonostante questo pensi che non abbia mai fallito?

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Fai come lui. Rialzati e continua a realizzare il tuo progetto..

Se desideri cambiare i risultati che ottieni nella vita,cerca nuove strade devi modificare il tuo linguaggio. Il linguaggio che usi dentro di te ( dialogo interno) e con gli altri rivela le tue immagini o rappresentazioni interne e quindi il tuo pensiero nascosto.

 

Scopri i pensieri inconsci del tuo pensiero è il primo passo verso la trasformazione dei comportamenti.

Puoi poi riprogrammare il tuo comportamento impiegando cambiamenti di linguaggio e di pensiero e altre tecniche.

Talvolta ti capiterà di non comprendere chiaramente ciò che un’altra persona vuole dire, forse perchè presenta alcune lacune di pensiero come conseguenza del modo in cui distorge la realtà.

Cambiare i valori

Il valore è ciò che ti motiva e che è importante per te, il “il perchè“.Devi cambiare i tuoi valori quando non sono allineati con un particolare obbiettivo e/o con il vostro scopo nel Network Marketing e nella Vita.

A volte si verifica un blocco degli obbiettivi, perchè una parte di te punta ad ottenere un risultato e un’altra ne considera un secondo all’apparenza incompatibile con il primo.

Per esempio , una parte di te desidera perdere peso, ma un’altra vuole mangiare un pezzo di cioccolato. Una parte di te vuole cambiare vita,arricchirsi e avere successo, mentre l’altra sembra che non riesca sempre che riesca sempre a sabotarvi proprio quando state per farcela.

Una parte di voi vuole rendere felici le persone, mentre l’altra è arrabbiata e piena di risentimento verso il mondo intero.

Nota se per caso ti capita di utilizzare l’espressione “una parte di me” o altre forme simili, come “da un lato…. e dall’altro ” da una parte…. e dall’altra”: ciò indicherebbe la presenza di incongruenza  e conflitto sul piano inconscio.

Talvolta queste parti possono operare contemporaneamente ( rendendoti incongruente). In altri momenti invece ti focalizzi un giorno su un obbiettivo e il giorno dopo su quello opposto (incongruenza sequenziale).

Ogni parte ha un’intenzione positiva, ma a meno che non affronti questo conflitto, il blocco rimarrà. Per risolvere questa congruenza ti do ha a disposizione la tecnica di integrazione delle parti.

Per ogni parte, ne esiste una contraria: quando le integri il conflitto iniziale scompare.

La tecnica di integrazione delle parti

  • Identifica la parte di te che produce il comportamento o il risultato indesiderato.Dagli un nome. 
  • Stendi le mani in avanti a te e chiedi al comportamento o allo stato indesiderato di manifestarsi su una mano. Poi chiedi alla parte in conflitto ( il suo polo opposto) di manifestarsi sull’altra mano. Dagli un nome.
  • Crea una rappresentazione visiva, cinestetica e uditiva di entrambe.
  • Scopri intenzione positiva di ognuna delle due parti: qual è lo scopo del comportamento?
  • Per ogni risposta, muovetevi dal dettaglio al quadro generale(chunking up);chiedi a ciascuna parte: se ottenessi questo che cosa mi darebbe? alla fine troverai uno scopo o un’intenzione comune alle due parti.
  • Fai presente alle parti che esse hanno la stessa intenzione. Chiedi a ognuna quali tra le risorse che possiede potrebbero risultare gradite all’altra parte.
  • Adesso ricorda alle parti che una volta appartenevano ad un insieme più grande. Immagina che ora stiano condividendo queste risorse; puoi visualizzare questo aspetto oppure percepirlo o udirlo dentro di te.
  • Coniuga le mani e, mentre lo fate, permetti alle parti di integrarsi. Porta simbolicamente l’immagine integrata dentro di te appoggiando le mani sul petto. Mentre lo fai, ti potrebbe capitare di sentire, vedere o udire qualcosa.
  • Ricalco del futuro: immagina una situazione nella quale in passato si verificava il conflitto. Che cosa è successo?

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